Con l’emanazione della legge n. 17 del 28 gennaio 1999 (integrazione e modifica della Legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assistenza, integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) le Università sono state chiamate a far fronte alle esigenze degli studenti universitari portatori di handicap, ai fini di garantirne la completa integrazione nelle attività didattiche e di studio nonché a promuovere ed attuare nei loro confronti il miglioramento dei servizi anche con la rimozione di tutti gli ostacoli (barriere fisiche ed architettoniche) che si frappongono alla loro vita di relazione e alla piena fruizione delle strutture.
In ordine all’attuazione dei dettami legislativi il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Foggia, nella seduta del 6 Giugno 2001, ha approvato un Progetto Generale di Interventi, da modulare in azioni immediate e azioni ritardate. Il principio ispiratore del progetto non è quello di agevolare il percorso universitario ad uno studente disabile, ma di creare le premesse per favorirne l’inserimento nell’Università e di creare le condizioni perché possa frequentarla e viverne, con il minimo disagio possibile, le realtà didattiche, culturali, sociali e di studio, eliminando le discriminazioni e consentendo pari possibilità. La riuscita della carriera universitaria è anche frutto di un sereno e positivo inserimento nell’ambiente in cui si vive e si studia.
A tal fine il progetto a favore degli studenti disabili prevede strumenti di flessibilità che tengano conto non solo della tipologia di handicap, ma anche della entità delle limitazioni che l’handicap comporta nonché del corso di studi che il disabile ha liberamente scelto di seguire. In generale, per esempio, le necessità di uno studente audioleso varia al variare della gravità del difetto: uno studente con residuo uditivo ancora utile richiede non un interprete ma un tutor. Analogamente, la frequentazione delle Facoltà scientifiche per uno studente ipovedente pone problemi peculiari in relazione alla accessibilità a discipline che fanno uso di formule, grafici, diagrammi o a laboratori dove svolgere esercitazioni didattiche. Fortunatamente l’evoluzione delle tecnologie informatiche offre nuove opportunità e migliora notevolmente le condizioni di apprendimento dello studente disabile, ma i progetti vanno pensati, organizzati e realizzati.
Accanto a questi obiettivi, il progetto intende avviare un processo di trasformazione culturale che veda protagonisti docenti e personale tecnico-amministrativo, ispirandosi ai principi della Carta comunitaria dei diritti sociali dei portatori di handicap.
L'integrazione dei disabili in ambito universitario pone essenzialmente due ordini di problemi:
Nell’ambito delle iniziative di ordine generale i delegati del Rettore alla disabilità si sono avvalsi della collaborazione degli Uffici Amministrativi onde rilevare il numero degli studenti portatori di handicap iscritti e le loro esigenze, ai fini di individuare e progettare gli interventi da attuare. È stata, inoltre, instaurata una stretta collaborazione con le Associazioni di volontariato locali (Unione Italiana Ciechi, Ente Nazionale Sordomuti) e ci si è avvalsi di colloqui con studenti portatori di handicap per focalizzare le dimensioni e le specificità del problema e la domanda individuale di servizi.
E’ stata nominata la Commissione per l'attività di supporto all'organizzazione didattica ed integrazione degli tudenti disabili, di cui fanno parte rappresentanti delle singole Facoltà, indicati dai Presidi, e rappresentanti del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, nonché di diritto il Magnifico Rettore ed il Direttore Amministrativo. Compito di tale Commissione è di individuare e indicare i provvedimenti da assumere, avendo valutato gli specifici interventi strutturali nell’ambito delle diverse sedi delle Facoltà nonché le specifiche richieste degli studenti in relazione al tipo e all’entità dell’handicap ed anche alle caratteristiche della didattica da svolgere. Infatti è primario adattare, o personalizzare, gli interventi sul singolo studente e sui percorsi e piani di studio.
Va premesso che la condizione indispensabile per l’avvio delle attività di assistenza è che lo studente, al momento dell’immatricolazione/iscrizione, segnali volontariamente il suo stato ed il suo grado di disabilità (in base al quale, oltretutto, egli otterrà percentualmente la riduzione o l’esonero dal pagamento delle tasse) unitamente ai bisogni da soddisfare.